';
Michieletto: “Die lustige Witwe”

«Il modo giusto di fare l’operetta è di considerarla come qualche cosa non dico drammatico, ma con uno spessore.» Così il regista Damiano Michieletto a proposito della produzione di Die lustige Witwe, che debutta al Teatro la Fenice il 2 febbraio, dove l’operetta di Franz Lehár manca da trent’anni.

La direzione musicale è affidata a Stefano Montanari; le scene sono realizzate da Paolo Fantin, i costumi da Carla Teti, le luci da Alessandro Carletti, le coreografie da Chiara Vecchi.

Tra i protagonisti sul palco Nadja Mchantaf (Hanna Glawari), Christoph Pohl (Danilo Danilowitsch), Franz Hawlata (Mirko Zeta), Adriana Ferfecka (Valencienne), Konstantin Lee (Camille de Rossillon).

«Mi sono immaginato che il parallelo più interessante potesse essere quello con una banca, la Banca del Pontevedro, che somiglia a una di quelle piccole banche che devono combattere contro i grandi giganti della finanza, così come il piccolo Pontevedro deve lottare per difendere la propria autonomia, identità e dignità all’interno della grande Europa. Nella grande Europa delle banche, questa piccola banca, magari una banca popolare, rappresenta la Vaterland, la patria, così spesso invocata dai personaggi (tranne Danilo che dice che sopporta poco questa mitica Vaterland). Con lo scenografo Paolo Fantin abbiamo lavorato in questa direzione» – prosegue il regista.

Lo spettacolo è replicato a Venezia il 4, 8, 10 e 13 febbraio.

Le recita di giovedì 8 febbraio sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3.

Info > Teatro la Fenice di Venezia

TAGS:
Comments
Share
andrea_wgd