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Mariotti/Michieletto: “La donna del lago”

Dopo La gazza ladra e Sigismondo di Rossini, andati in scena rispettivamente a Bologna e Pesaro nel 2009 e nel 2010, e Un ballo in maschera di Verdi, che ha inaugurato con successo la stagione 2015 del Comunale di Bologna, il direttore d’orchestra Michele Mariotti e il regista Damiano Michieletto tornano a lavorare insieme per lo spettacolo inaugurale della 37a edizione del Rossini Opera Festival. L’occasione è data dalla nuova produzione de La donna del lago, che debutta lunedì 8 agosto alle 20.00 all’Adriatic Arena di Pesaro, con diretta su Radio3 Rai e, protagonisti sul palco, Juan Diego Florez nel ruolo di Giacomo V, Marko Mimica in quello di Duglas, Michael Spyres come Rodrigo e Varduhi Abrahamayan nei panni di Malcom. La protagonista Elena è interpretata dal giovane soprano georgiano Salome Jicia. L’Orchestra e il Coro sono quelli del Teatro Comunale di Bologna. Le scene sono firmate da Paolo Fantin, i costumi da Klaus Bruns, mentre il progetto delle luci è di Alessandro Carletti.

Cresciuti entrambi, seppur in modo diverso, nel milieu del Rossini Opera Festival, Mariotti e Michieletto tornano insieme per un titolo come La donna del lago che proprio a Pesaro – nel 1981 con la direzione di Maurizio Pollini – vide la sua prima rappresentazione nell’edizione critica. Da allora l’opera, rappresentata per la prima volta al San Carlo di Napoli nel 1819 e poi scomparsa dal repertorio verso la metà del secolo, è tornata sulle scene di tutto il mondo regolarmente.

La donna del lago è un titolo affascinante – dice Mariotti, che l’ha già interpretato alla Royal Opera House di Londra e a New York, dove nel febbraio 2015 ne ha diretto la prima esecuzione nella storia del Metropolitan – soprattutto per l’atmosfera preromantica, che ne fa una sorta di anticamera del Guillaume Tell. È un’opera piena di suggestioni paniche, in cui la natura ricopre un ruolo fondamentale”.

“È una storia al femminile – sottolinea Damiano Michieletto – dove i temi della nostalgia e della memoria contribuiscono a creare un’atmosfera ambigua. Il titolo stesso non ci dice il nome della protagonista, ma indica un luogo, un elemento liquido dal quale tutta la storia sembra avere origine. La mia drammaturgia fa rivivere la giornata in cui Elena incontra il re: la protagonista anziana celebra l’anniversario delle proprie nozze con Malcom e attraverso il filtro della memoria apre le porte al passato. La nostalgia diventa così il tema di un racconto dominato, come nel poema di Walter Scott, dalla natura selvaggia e dalle rovine”.

Lo spettacolo sarà in replica all’Adriatic Arena di Pesaro l’11, il 14 e il 17 agosto (sempre alle ore 20).

Info: Rossini Opera Festival

 

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Edoardo