Muri di cemento, un mare dipinto in filigrana, una “stanza della memoria” in cui «hanno luogo diverse apparizioni, ricapitolazioni di eventi traumatici di un passato che si manifesta per epifanie».
«Tragedia dell’orrore e della follia, Aiace è una potente meditazione sulla condizione dell’uomo in lotta con il proprio destino, incerto e spesso insensato». Così Luca Micheletti – attore, regista e baritono – descrive la tragedia di Sofocle.

