Comincia nel silenzio e si dissolve in un pianissimo finale la sinfonia che Gustav Mahler non ascoltò mai: è la Nona in re maggiore, l’ultima scritta dal grande compositore boemo tra il 1908 e il 1910 ed eseguita postuma nel 1912, che nella Stagione Sinfonica 2026 del Teatro Comunale di Bologna è affidata al giapponese Yutaka Sado.
S’ispira al grande pittore Michelangelo Merisi, alla sua arte rivoluzionaria che ha saputo plasmare i corpi e giocare magistralmente con luci e ombre, oltre che alla sua storia biografica, il balletto Caravaggio: un tributo alla drammaticità e teatralità dell’artista milanese, per la prima volta in scena a Bologna per la Stagione di Danza del Teatro Comunale.
Punta su giovani solisti la Stagione Sinfonica 2027 del Teatro Comunale di Bologna che – svelata lo scorso giugno in anteprima nei dettagli delle date e dei direttori d’orchestra – si arricchisce ora anche dei programmi dei concerti, impaginati con l'idea di un dialogo tra le partiture proposte, e degli ospiti che saliranno sul palco dell’Auditorium Manzoni per i 14 appuntamenti previsti in cartellone dal 10 gennaio al 31 dicembre.
Ripercorre la vita di Octavius Catto, attivista per i diritti civili assassinato a Philadelphia nel 1871, The Passion of Octavius Catto, scritto dal pianista e compositore statunitense Uri Caine, che si potrà ascoltare per la prima volta in Italia nella versione con orchestra per la rassegna “Jazz on Symphony” firmata da Paolo Fresu per il Teatro Comunale di Bologna.
Jorge Coll Navarro, Teo Montero Rey e Maichol Bondanelli: sono i tre i giovani vincitori della XXXII edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 agosto” – organizzato nell’ambito delle iniziative per commemorare le vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 – che vedranno eseguite le proprie partiture inedite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Comunale di Bologna nel concerto finale della competizione.
«Il 14 febbraio 2027 riapriremo il Teatro Comunale di Bologna e quel giorno, probabilmente, molti parleranno del traguardo. Io credo invece che penserò soprattutto al viaggio, al percorso che abbiamo simbolicamente chiamato “Verso Itaca”. Penserò a tutte le persone che, in modi diversi, avranno contribuito a renderlo possibile. Perché nessuno arriva a Itaca da solo, e forse è questa la lezione più bella che un teatro possa insegnarci».
Torna per il secondo anno consecutivo nella programmazione del Teatro Comunale di Bologna la rassegna “Jazz on Symphony”, firmata dal trombettista, flicornista e compositore Paolo Fresu e nata con l’intento di voler mettere in dialogo due mondi come quello del jazz e della musica sinfonica.
È un omaggio alla produzione poetica e musicale del grande cantautore Francesco Guccini l’appuntamento realizzato dal Teatro Comunale di Bologna e nato da un’idea del compositore e direttore d’orchestra Alessandro Nidi e del giornalista e attore bolognese Giorgio Comaschi.
È una rilettura in chiave classica e metateatrale del celebre racconto di Prosper Mérimée sulle musiche dell’omonima opéra-comique di Georges Bizet (1875) il secondo titolo della Stagione Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna: Carmen, balletto in due atti proposto nella versione storica ma ancora incredibilmente attuale firmata dal coreografo Amedeo Amodio.

